
L’unico discrimine possibile è quello fatto in nome delle potenzialità: se B ha una marcia in meno di C, B e C non possono condividere la stessa aula. B avrà bisogno di maggior sostegno e col tempo sarà in grado di affrancarsi dai suoi limiti. C, invece, ha tutto il diritto di tenere il passo. Il suo, non quello del compagno che arriva da percorsi di vita differenti. Ma cosa saremmo noi italiani senza la polemica quotidiana?